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PRIDE, significa…?

(fonte Wikipedia marzo 2019)

 

L'espressione inglese gay pride (letteralmente orgoglio gay) richiama in italiano due concetti distinti: quello di fierezza gay e quello di pride parade (parata dell'orgoglio), la marcia dell'orgoglio gay che mantiene in vita la memoria dei moti di Stonewall del 1969.
Attualmente si preferisce spesso usare solamente l'appellativo pride, che comprende tutte le realtà arcobaleno. Fanno parte del pride anche le coppie bisessuali e trans.

Fierezza gay

L'orgoglio di essere quel che si è, da parte delle persone omosessuali. La resa del termine inglese pride ha creato in italiano numerosi equivoci attraverso la traduzione più usata, "orgoglio" (che in italiano è anche sinonimo di "superbia"), mentre la traduzione più corretta sarebbe semmai "fierezza", cioè il concetto opposto alla vergogna, vista come la condizione in cui sono state, e sono tutt'ora, costrette a vivere la maggior parte delle persone appartenenti alla comunità LGBT.

L'"orgoglio" si basa su tre assunti:
• che le persone dovrebbero essere fiere di ciò che sono,
• che la diversità sessuale è un dono e non una vergogna,
• che l'orientamento sessuale e l'identità di genere sono innati o comunque non possono essere alterati intenzionalmente.

Pride Parade, marcia dell'Orgoglio

L'uso più diffuso affermato in Italia, e all'estero, è quello come abbreviazione di "Pride Parade", cioè "Marcia" (o "Manifestazione") "dell'Orgoglio". In questo senso nel linguaggio colloquiale "Pride" indica normalmente la manifestazione e le iniziative che si svolgono ogni anno in occasione della "Giornata dell'Orgoglio LGBT", nei giorni precedenti o successivi alla data del 28 giugno, che commemora la rivolta di Stonewall di New York del 1969, data simbolica di inizio del movimento di liberazione omosessuale.

I Pride in Italia

La prima manifestazione pubblica di omosessuali in Italia ha luogo il 5 aprile 1972 a Sanremo, per protesta contro il "Congresso internazionale sulle devianze sessuali" organizzato dal Centro italiano di sessuologia, di ispirazione cattolica. Alla manifestazione parteciparono una quarantina di persone appartenenti alle associazioni omosessuali aderenti: il Front homosexuel d'action révolutionnaire (FHAR) francese, il Movement Homosexuel d'Action Révolutionnaire (MHAR) belga, il Gay Liberation Front britannico, l'Internationale Homosexuelle Révolutionnaire (IHR), di recente costituzione, e il Fuori! italiano. Tra gli esponenti italiani figurarono Angelo Pezzana, Mario Mieli e Alfredo Cohen. Vi partecipò anche Françoise d'Eaubonne.
Nel 1978 furono organizzati a Torino i primi eventi specificamente correlati alle celebrazioni internazionali del gay pride: il sesto congresso del Fuori! e una settimana del film omosessuale, tra il 19 e il 25 giugno dello stesso anno. Nel 1979, il collettivo Orfeo organizzò a Pisa il primo corteo in Italia contro le violenze subite da persone omosessuali. Episodi di violenza contro omosessuali erano frequenti e nell'estate del 1979 due ragazzi gay erano stati uccisi a Livorno. Il 24 novembre parteciparono circa 500 gay e lesbiche alla manifestazione, che rimarrà la più partecipata fino al 1994.[4]
Il 28 giugno 1981 a Palermo, presso Villa Giulia, si svolse la "festa dell'orgoglio omosessuale", a pochi mesi dalla nascita, il 9 dicembre 1980, sempre a Palermo, del primo circolo arci-gay italiano, da un'idea di don Marco Bisceglia, sacerdote cattolico dell'area del dissenso, come reazione all'emozione suscitata dal ritrovamento dei corpi di due giovani amanti uccisi a Giarre, in provincia di Catania, a causa della loro relazione omosessuale. Il circolo di Palermo si chiamò ARCI Gay e fu il primo nucleo (presto imitato da altre città) di quella che sarebbe diventata nei decenni successivi la più nota organizzazione per i diritti gay d'Italia.
In Italia, il primo Gay Pride nazionale ufficiale si svolse nel 1994, a Roma, dopo un difficile accordo fra l'associazione nazionale, Arcigay, e il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, a cui fu affidata l'organizzazione. Tra gli organizzatori Imma Battaglia e Vladimir Luxuria. Vi presero parte la parlamentare europea tedesca Claudia Roth, promotrice della risoluzione europea per i diritti degli omosessuali, ed esponenti del Partito Radicale, tra cui il sindaco di Roma Francesco Rutelli.
La marcia, andando oltre le aspettative, vide la partecipazione di oltre diecimila persone. Per il movimento italiano, abituato a manifestazioni di alcune centinaia di persone, fu un successo, che confermò la giustezza dell'approccio unitario. Il giornalista Gianni Rossi Barilli così ha scritto a proposito della manifestazione:

«Stupisce la varietà della partecipazione, il vedere una accanto all'altra realtà che normalmente non fanno politica insieme e spesso, quando la fanno, si combattono aspramente.»
(Gianni Rossi Barilli, Il movimento gay in Italia, p. 223)

L'anno seguente l'iniziativa si ripeté a Bologna, e nel 1996 a Napoli, con "Iesce sole" e la "Madonna di Pompei vuole bene anche ai gay".

Nel 1995, durante una manifestazione nazionale di protesta a Verona, "Alziamo la testa", Franco Grillini dal palco lanciò l'idea d'una manifestazione nazionale anticlericale a Roma in occasione del Giubileo, che fu approvata da tutti i gruppi.

I successivi Pride avrebbero dovuto essere le "prove generali" per una manifestazione d'imponenza mai vista prima in Italia.

 

Cronologia Pride nazionali in Italia

Manifestazioni nazionali
02/07/1994 - Roma
2 luglio 1995 - Bologna - Verona
1996 - Napoli
28/06/1997 - Roma - Venezia
27/06/1998 - Roma
29/06/1999 - Roma - Como
08/07/2000 - Roma (World Pride)

Pride nazionali

Un solo Pride nazionale assegnato di anno in anno a una città diversa

9 giugno 2001 - Milano
6 giugno 2002 - Padova
6 giugno 2003 - Bari
19 giugno 2004 - Grosseto
8 giugno 2005 - Milano
17 giugno 2006 - Torino
16 giugno 2007- Roma
2008 - Bologna
2009 - Genova
2010 - Napoli
Giugno 2011 - Roma (Europride)
2012 - Bologna
2013 - Palermo

Onda Pride

A partire dal 2013, anno in cui il Pride nazionale fu assegnato a Palermo, si sperimenta, su una idea partita da Napoli, una nuova organizzazione delle manifestazioni creando una sinergia tra tutti i Pride del territorio nazionale, chiamata "Onda Pride". Quell'anno fu organizzata a Napoli, Bologna, Catania, Cagliari e Milano e dal 2014 non è più stata designata un'unica città per il Pride nazionale.

2014 - Milano, Palermo, Catania, Napoli, Lecce, Roma, Bologna, Perugia, Venezia, Torino, Alghero, Siracusa, Reggio Calabria
2015 - Verona, Pavia, Roma, Torino, Milano, Bologna, Palermo, Cagliari, Genova, Perugia, Catania, Reggio Calabria, Benevento, Napoli, Foggia
2016 - Napoli, Varese, Catania, Roma, Milano, Taranto, Pavia, Caserta, Torino, Treviso, Bologna, Siracusa, Firenze, Perugia, Gallipoli, Genova, Latina, Rimini, Palermo, Cagliari, Tropea
2017 - Pavia, Varese, Palermo, Arezzo, Milano, Udine, Cosenza, Reggio Emilia, Siracusa, Bologna, Roma, Rimini, Sassari, Potenza, Catania, Genova, Napoli, Brescia, Latina, Bari, Gallipoli, Torino, Alba
2018 - Avellino, Bergamo, Campobasso, Salerno, Novara, Roma, Trento, Pavia, Torino, Caserta, Varese, Mantova, Siracusa, Genova, Bologna, Catania, Barletta, Milano, Palermo, Perugia, Pompei, Padova, Siena, Napoli, Ostia, Rimini, Cagliari
2019 - Alessandria, Ancona, Asti, Avellino, Bergamo, Bologna, Brescia, Brindisi, Cagliari, Campobasso, Catania, Frosinone, Gallipoli, Genova, Latina, Lecce, Messina, Milano, Modena, Monza, Napoli, Novara, Ostia, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Pisa, Rimini, Roma, Salerno, Siracusa, Sorrento, Taranto, Torino, Trieste, Varese, Vercelli, Verona, Vicenza

 

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