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Piattaforma Politica Modena Pride 2019

Modena Pride 2019: una doppia prima volta. Il 1° giugno si terrà nella nostra città il primo LGBTI+ Pride sulla via Emilia del 2019 e il primo in assoluto a Modena.

Quest’anno ricorre il 50° anniversario dei moti di Stonewall, la rivolta esplosa in reazione ai continui soprusi ai danni della comunità LGBTQIA+ americana che ha segnato la nascita del moderno movimento di liberazione e di rivendicazione dei diritti civili.

A distanza di 50 anni ricordiamo i moti di Stonewall celebrando anche a Modena il Gay Pride, o più propriamente LGBTI+ Pride, come marcia dell’orgoglio di tutti gli orientamenti sessuali e le identità di genere.

Il crescente clima di odio in cui versa il nostro Paese, i tentativi del legislatore di riportare le lancette della storia indietro cancellando decenni di battaglie politiche, rendono ora più che mai necessario difendere le libertà e i diritti civili tanto faticosamente conquistati.

La nostra democrazia è sempre più fragile, quotidianamente subisce attacchi da uno Stato che rifiuta i soccorsi a navi cariche di esseri umani, da soggetti istituzionali che propagandano violenza, da chi vuole ledere il diritto all’aborto e il diritto al divorzio.

La diretta conseguenza è che anche noi cittadine e cittadini siamo più fragili. Siamo tutte e tutti più fragili quando una coppia di ragazzi gira mano nella mano e viene brutalmente insultata e aggredita. Siamo tutti più fragili quando uno straniero viene ferito da proiettili, offeso, preso a sprangate, ucciso, solo perchè straniero. Siamo tutti più fragili quando una donna viene accoltellata, soffocata, ammazzata di botte, molestata, dentro e fuori dalle mura domestiche.

Non ci arrendiamo alla cultura del nemico, dove come nemici si additano sistematicamente i più deboli, gli ultimi della terra, ad essa contrapponiamo con forza la cultura del rispetto delle diversità di cui ciascuno di noi è portatore, battendoci contro ogni forma di discriminazione basata su etnia, credo, pensiero politico, classe sociale, età, stato di salute o abilità, sesso, orientamento e identità di genere. Siamo tutti più fragili quando a bambine e bambini viene negata l'uguaglianza nei diritti per via dell'orientamento sessuale dei genitori.

I colori della comunità Lesbica, Gay, Bisessuale, Trans*, Transgender, Intersex, brilleranno senza confini per permettere a chiunque creda nell’eguaglianza, nelle famiglie fondate sull’amore, nella libertà di essere sé stessi, di celebrare insieme il nostro orgoglio.

Che tu sia etero, gay, lesbica, bisessuale, trans*, intersex*, asex*, sieronegativo o sieropositivo, giovane o anziano, credente o ateo, italiano o straniero, di qualsiasi condizione di abilità, a giugno marceremo insieme per le strade di Modena, anche per coloro che non possono farlo, per riportare il dibattito sui diritti civili al centro!

Per questo chiediamo a gran voce:

Allo Stato

  1. Matrimonio Egualitario.

La legge sulle Unioni Civili, pur col merito dell’aver dato sul piano normativo dignità giuridica, umana e sociale alle coppie omosessuali, rimane una legge insufficiente e discriminatoria. Solo l’estensione dell’istituto del matrimonio, riconosciuto dall’art. 29 della Costituzione, alle coppie omosessuali consentirà una reale equiparazione nel nostro ordinamento di tutte le famiglie.

Ricordiamo che due persone unite civilmente non hanno reciproco obbligo di fedeltà, che per lo scioglimento dell’unione è sufficiente una mera comunicazione di uno solo dei partner all’ufficiale di Stato Civile, e che è del tutto precluso l’accesso all’adozione e alla genitorialità.

  1. Sicurezza per le persone LGBTI+

L’aggravarsi del clima di intolleranza, supportato e fomentato dalle continue dichiarazioni omofobe di vari esponenti del Governo, è sotto gli occhi di tutti.

L’affossamento di ogni progetto di legge nato per punire i reati omo-transfobici al pari di quelli basati su odio razziale o religioso ha contribuito all’aumento dei casi di aggressione fisica e verbale contro le persone LGBTQI+.

Per questo è urgente l’estensione della legge Mancino ai crimini d’odio basati su discriminazione di orientamento sessuale o identità di genere.

Tale legge dovrebbe andare in parallelo con un percorso di formazione e di crescita culturale proprio per evitare di dover ricorrere ad un mero strumento punitivo. La legge Mancino sarebbe un forte segnale da parte dello Stato che si deve però far carico di formare i propri cittadini come persone aperte alle diversità.

  1. Tutela dei diritti dei minori.

La comunità scientifica è unanime nel ritenere che un bambino necessiti di genitori capaci di cure, competenti e coinvolti (Associazione Italiana di Psicologia, Ordine degli Psicologi del Lazio, American Psychoanalytic Association, American Academy of Pediatrics) e che queste qualità debbano essere valutate indipendentemente dal loro orientamento sessuale. A danneggiare lo sviluppo del bambino sono la precarietà giuridica della coppia di genitori e il grado di intolleranza della società in cui vive.

Chiediamo pertanto con forza il riconoscimento normativo dei legami giuridici esistenti, disciplinando, oltre all’adozione del figlio del partner (cd. stepchild adoption) ad oggi prevista dai Tribunali a tutela del superiore interesse del minore, anche la possibilità di riconoscimento dei figli nati da coppie omosessuali e la trascrizione dell’atto di nascita formato all’estero.

Chiediamo inoltre la tutela all’autodeterminazione dei minori trans*, garantendo loro l’accesso ai servizi sanitari in linea con quelli che sono gli standard individuati dall’American Academy of Pediatrics, che in un importante paper ha abbracciato il modello affermativo del genere che consiste nel supportare l’espressione e l’identità di genere dei minori a qualunque età.

  1. Sostegno alla genitorialità per tutti

L’accesso all’adozione, all’affido e alle tecniche di procreazione medicalmente assistita deve essere consentito anche a persone single e coppie unite civilmente.

Riteniamo necessaria l'abrogazione del divieto alla fecondazione eterologa per tutte le  donne, etero, bisessuali, lesbiche, singole o in coppia.

Riteniamo necessario un serio dibattito scientifico, etico e laico in merito alla Gestazione Per Altri/Altre, che tenga insieme il nostro sicuro rifiuto di ogni tipo di sfruttamento e/o coercizione e il rispetto del diritto di autodeterminazione delle donne, nonché la necessità di  tutela di tutti i soggetti coinvolti.

 

  1. Diritto alla piena autodeterminazione per le persone trans*

Ad oggi una persona trans* in Italia è costretta ad affrontare un lungo e tortuoso iter per veder riconosciuta a tutti i livelli la propria identità di genere, percorso fatto di interventi chirurgici e aule di tribunale per ottenere documenti conformi alla propria identità di genere. Occorre riformare la L. 164/1982 consentendo la rettifica anagrafica di sesso senza necessità di sottoporsi a trattamenti invasivi, chirurgici o ormonali, né di ottenere provvedimenti giurisdizionali, sulla scia delle più moderne legislazioni in materia.

L’autodeterminazione dei nostri corpi, così come l’accesso alle chirurgie desiderate non possono più dipendere da una sentenza del tribunale, bensì da procedure amministrative più snelle.

  1. Educazione laica e pluralista

E’ necessario incentivare, a partire dalle scuole dell’obbligo, percorsi contro il bullismo, la violenza di genere ed ogni tipo di discriminazione, come previsto dalla Legge 107/2015, comma 16, e inserire nei piani formativi corsi che promuovano lo sviluppo di un’affettività e sessualità consapevole e rispettosa dell’altro.

Nelle Università chiediamo l’inserimento dei cd. studi di genere quale approccio originale e pluralista alle diverse discipline (es. medicina di genere, women’s studies), insegnamenti specifici sulle tematiche del bullismo, della discriminazione di genere ed omo-transfobica, in modo particolare nei corsi di laurea che formeranno il personale educativo e di insegnamento.

Chiediamo vengano garantite e attuate politiche educative e formative nella scuola e sui luoghi di lavoro contro tutte le discriminazioni di genere e di orientamento sessuale.

 

  1. Diritto alla salute

L’OMS definisce la Salute come stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non come una mera assenza di malattia o infermità.

Per questo chiediamo il potenziamento dei servizi e dei percorsi alla salute consapevole per le persone LGBTI+ e per l'intera cittadinanza, l’accesso uniforme e gratuito su tutto il territorio nazionale ai servizi e ai farmaci per le persone trans*.

E’ inoltre necessario assicurare una formazione specifica al personale medico-sanitario ed in generale a tutti gli operatori che intervengono a vario titolo nei percorsi di transizione.

Chiediamo inoltre che vengano ideati e realizzati seri progetti di prevenzione dell'HIV e dell'AIDS che coinvolgano tutti gli strumenti di prevenzione attualmente conosciuti (TasP, PrEP, PEP, condom+lube, CBHTC...) e delle altre IST includendo tutte le categorie e non solo quelle a maggior incidenza.

E’ necessario introdurre percorsi di prevenzione e contrasto dello stigma e della discriminazione delle persone che vivono con HIV, sia in ambiente sanitario/ospedaliero sia al di fuori di esso.

 

Alla Regione Emilia-Romagna:

  • Accesso gratuito ed omogeneo sul territorio regionale relativo ai servizi offerti alle persone trans* in tutte le strutture sanitarie pubbliche della Regione, avendo cura di organizzare tali servizi in collaborazione con le associazioni LGBTQIA+ presenti sul territorio, in quanto soggetti in grado di recepire al meglio i bisogni dell’utenza.
  • Approvazione della legge regionale contro l’omo-trans-negatività. L’Emilia Romagna può e deve fare da traino al resto della nazione.
  • Un coordinamento regionale di scambio di buone prassi tra le province per le iniziative di prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili, con una facilitazione di accesso ai test e alle terapie anche per chi vive lontano dagli ospedali.
  • Maggiore attenzione alla doppia invisibilità delle persone anziane e migranti LGBTI+: richiesta di sensibilizzazione nelle strutture di cura e accoglienza.

Alla città di Modena e alle Amministrazioni della Provincia

  • Promuovere progetti di accoglienza per persone che subiscono discriminazioni intersezionali con percorsi di assistenza e inclusione.
  • Attivazione obbligatoria di procedure di carriera Alias per le persone trans* e non binarie in tutti gli uffici pubblici, con buone prassi estensibili a tutti i luoghi di lavoro, e per gli iscritti all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.  
  • Rafforzamento del Tavolo contro l’omo-transfobia con il Comune e delle sinergie con gli attori significativi del territorio.
  • Garantire il riconoscimento di entrambi i genitori all’interno dell’atto di nascita sia per i bimbi e le bimbe già nati/e sia per quelli/e che nasceranno.
  • Eventi informativi volti a promuovere la cultura del rispetto e della non-discriminazione per contribuire ad una città più accogliente.

 

Il Coordinamento Modena Pride 2019

Arcigay Modena Matthew Shepard

AGEDO

Famiglie Arcobaleno

Rete Genitori Rainbow

Gruppo Trans*

Associazione universitaria MoReGay

 

 

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